Dopo oltre un decennio di crescita, la filiera italiana delle bioplastiche compostabili si trova di fronte a un passaggio cruciale della propria evoluzione. Per continuare a creare valore non sarà sufficiente affrontare la crescente concorrenza internazionale giocando in difesa: servirà ripensare il modello di business, investire maggiormente nell'innovazione e rafforzare l'integrazione con le filiere più dinamiche del Made in Italy. È quanto emerge dall'indagine realizzata da Sda Bocconi School of Management tra produttori e trasformatori italiani del comparto e presentata il 18 giugno durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili organizzato da Assobioplastiche e dal Consorzio Biorepack all'Auditorium Conciliazione di Roma.
L'analisi restituisce l'immagine di un settore che, dopo una lunga fase di sviluppo, è chiamato a compiere un salto di qualità strategico. Se fino a pochi anni fa il principale obiettivo era consolidare la diffusione delle bioplastiche compostabili come alternativa sostenibile ai materiali convenzionali, oggi la sfida consiste nel differenziarsi attraverso innovazione, prestazioni, integrazione con altre filiere produttive e capacità di generare valore ambientale misurabile.






