Nel 2025 le assicurazioni italiane hanno rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità. Lo scorso anno il comparto Vita è cresciuto del 7,3%, trainato dalle polizze con finalità di investimento. È proseguita la discesa del rapporto tra riscatti e premi (di dieci punti percentuali, al 67%). La redditività del comparto è aumentata. Il risultato di esercizio è salito a 6,7 miliardi e il Roe al 14,6%. La raccolta è cresciuta anche nei rami Danni, dove prosegue una graduale ricomposizione. Il risultato di esercizio è aumentato da 4,5 a 4,9 miliardi di euro; il Roe ha raggiunto il 13,3%, trainato dal contributo dei rami diversi da quello Rc auto. Il peso del comparto auto, pari a oltre il 50%, dieci anni fa, è oggi poco superiore al 40%. Una quota analoga fa capo nel complesso ai comparti della Protezione della salute e delle proprietà. La raccolta di quest'ultimo segmento ha registrato un incremento rilevante, anche per effetto dell'introduzione dell'obbligo per le imprese di coprirsi dai sinistri derivanti da calamità naturali (polizze catastrofali). «Il settore assicurativo italiano è solido e profittevole - ha spiegato Paolo Angelini, presidente dell'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni che "controlla" 85 imprese, con 30.942 agenti e broker, 379 intermediari bancari e finanziari, 197.591 collaboratori e subagenti -. La revisione di Solvency II si tradurrà agli inizi del prossimo anno in una consistente liberazione di capitale. Ciò crea le premesse per un ruolo più attivo delle assicurazioni nel finanziamento delle attività innovative, ruolo che se ben interpretato può portare vantaggi per i clienti, per l’economia reale e per le stesse compagnie. Il completamento del mercato unico è al centro dell’agenda della Commissione europea. È in fase avanzata il negoziato sulla revisione dell’assetto di vigilanza sulle infrastrutture e sui mercati finanziari. Successivamente si dovrebbe passare all’esame di proposte miranti a rafforzare i poteri di intervento dell’Eiopa e la convergenza delle pratiche di vigilanza in materia assicurativa. L’Istituto è pronto ad accompagnare questo processo con analisi e proposte. Una più intensa cooperazione tra autorità e un rafforzamento del ruolo dell’Eiopa potranno contribuire a creare condizioni di effettiva parità competitiva e ridurre i rischi di arbitraggio normativo, uniformare i livelli di tutela degli assicurati, migliorare il contributo del settore assicurativo alla crescita e alla resilienza dell’economia europea».Intanto l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali, introdotto con la legge di Bilancio per il 2024, è entrato pienamente in vigore lo scorso aprile. La diffusione della copertura resta per ora relativamente contenuta, pur avendo registrato un rilevante incremento nella seconda metà del 2025: da 290mila polizze nel luglio 2025 a 570mila lo scorso gennaio. I dati del trimestre febbraio-aprile indicano che la crescita è proseguita a buon ritmo, raggiungendo a fine aprile circa 700mila contratti. Il premio mediano per impresa è pari a 203 euro in valore assoluto e a 7,1 euro per ogni 10mila euro di somma assicurata. Prime analisi segnalano significative differenze tra le diverse aree geografiche del Paese e indicano che i premi sono influenzati da tre determinanti principali: le tipologie di rischio prevalenti sul territorio; le condizioni del contratto, con riferimento anche a franchigie, scoperti e massimali; la struttura di mercato, in particolare la concentrazione dell’offerta e la dimensione delle imprese assicurate.Mentre l'Ivass, in coordinamento con la Banca d'Italia, sta «integrando la propria attività di vigilanza in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione», di fronte a una «evoluzione rapidissima» dei modelli avanzati di intelligenza artificiale, da qualche mese al centro del dibattito internazionale, con una «straordinaria capacità» di individuare vulnerabilità nei sistemi informatici. Angelini ha sottolineato che «tali modelli Ia, preziosi per le imprese e le istituzioni interessate a rafforzare le proprie difese, al tempo stesso consentono di potenziare gli attacchi informatici condotti da organizzazioni criminali e attori ostili». Dalle verifiche recenti sulle compagnie assicurative è emersa in più casi «una carenza di risorse specializzate, sia nella gestione delle infrastrutture informatiche sia nelle funzioni di controllo». Un attento presidio si rende necessario anche sui molteplici fornitori di servizi informatici a cui le compagnie delegano attività importanti o essenziali. A questi soggetti fa capo il 75% delle segnalazioni di incidente informatico che l'Ivass ha ricevuto da imprese e intermediari nel 2025.Da segnalare che dal 15 gennaio scorso, quando lo strumento dell'arbitro assicurativo è stato reso operativo e fino ai primi giorni di giugno «sono pervenuti 1.734 ricorsi» di cui «260 relativi al comparto Vita, 941 al comparto Danni non auto e i restanti 533 alla Rc auto». «L'85% dei ricorsi è stato presentato nei confronti delle compagnie, il 5% ha riguardato intermediari, il restante 10% una pluralità di controparti». In quasi un quarto dei casi «i ricorsi risultano non accoglibili in quanto presentati prima dell'invio di un reclamo alla società oggetto del ricorso. È quindi utile rammentare - ha precisato Angelini - che il ricorso all'arbitro assicurativo presuppone la previa presentazione di un reclamo alla compagni assicurativa. In una percentuale significativa di circa il 12% la controversia si è risolta dopo le prime interlocuzioni tra le parti, senza la necessità di una pronuncia arbitrale».«Sul piano nazionale, nel 2025 la nostra azione si è arricchita di nuovi strumenti di tutela del consumatore. In prospettiva, per il settore assicurativo sono importanti le riforme in materia contabile e di Rc auto, che presentano elementi obsoleti. Potrà essere opportuno completare il quadro regolamentare sull’assicurazione contro le calamità naturali, e utilizzare al meglio i margini di discrezionalità concessi dalla legislazione europea per disegnare un efficiente sistema di risoluzione delle crisi assicurative. Su questi temi siamo pronti a fornire consulenza tecnica al governo e al Parlamento e a confrontarci con il mondo assicurativo. La crescente complessità delle tecnologie suggerisce di puntare su un approccio condiviso e collaborativo tra l’industria e le autorità in questo campo, nella distinzione dei ruoli, in quanto solo attraverso un lavoro sinergico sarà possibile affrontare efficacemente le sfide future e perseguire l’interesse generale», ha concluso il il presidente dell'Ivass.