Roma, 18 giugno 2026 – Ondata di droni ucraini su Mosca, il Cremlino alza l’allarme e chiude tutti gli aeroporti cittadini. Stanotte il rraid ha colpito la raffineria di petrolio ‘Moscow Oil Refinery’ ed è la seconda volta che accade questa settimana.

L’attacco ucraino arriva in profondità del centro del potere dello zar, tant’è he oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo ha definito “una risposta giustificata agli attacchi russi" che nelle stesse ore hanno martellato Kiev, Poltava e Dnipropetrovsk. Proprio in queste ore, infatti, la capitale ucraina è sotto il fuoco di un potente attacco missilistico.

Con l’affondo di oggi, infatti, la guerra tra Russia e Ucraina abbandona definitivamente i confini storici del fronte per colpire direttamente i centri nevralgici della Federazione, centrando una delle sue più grandi raffinerie di petrolio, la MNPZ, una struttura strategica che da sola garantisce oltre un terzo dell'intero fabbisogno energetico della metropoli.

Evian non ferma la guerra, ma Trump insiste: “Ci vuole un accordo”

Gli attacchi incrociati arrivano dopo i risvolti politici del vertice del G7 a Evian, dove ieri il presidente americano Donald Trump ha impresso una svolta inattesa alle relazioni transatlantiche, dichiarando che la Russia “dovrebbe raggiungere un accordo” e minacciando il ripristino delle sanzioni economiche.