Tutti i principali aeroporti di Mosca sono stati temporaneamente chiusi dopo un massiccio attacco di droni attribuito all'Ucraina. A renderlo noto è stato il ministero dei Trasporti russo, che ha disposto la sospensione di decolli e atterraggi negli scali di Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky per garantire la sicurezza del traffico aereo. Secondo il canale Telegram Shot, l'emergenza avrebbe provocato pesanti ripercussioni sui collegamenti: sarebbero infatti 527 i voli cancellati o ritardati negli aeroporti della capitale russa.
Sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato gli attacchi condotti nella notte contro la regione di Mosca. «Per la seconda volta questa settimana è stata colpita la raffineria di petrolio di Mosca», ha scritto su X, aggiungendo che obiettivi militari e strategici sono stati colpiti anche nella regione di Rostov e nei territori ucraini temporaneamente occupati dalla Russia.
«Questa è una risposta pienamente giustificata agli attacchi russi contro le nostre città e comunità», ha affermato Zelensky, sottolineando l'efficacia delle capacità offensive ucraine a medio e lungo raggio. Il presidente ha inoltre ribadito la necessità di una soluzione diplomatica al conflitto. «È ora di porre fine alla guerra e la Russia deve compiere i passi necessari sul piano diplomatico», ha dichiarato. Zelensky parteciperà oggi in Belgio alla riunione del Gruppo di Contatto per la Difesa dell'Ucraina, il cosiddetto formato Ramstein, come confermato dal segretario generale della Nato Mark Rutte.










