Testamento biologico la Calabria resta in coda alle classifiche: Catanzaro ultima tra le province. Una disposizione anticipata di trattamento ogni 228 abitanti.

CATANZARO – In Calabria il testamento biologico continua a essere uno strumento poco conosciuto e ancora scarsamente utilizzato. A quasi otto anni dall’entrata in vigore della legge che ha introdotto le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), la regione si colloca soltanto al sedicesimo posto della classifica nazionale per diffusione di questo strumento di autodeterminazione sanitaria, con una Dat depositata ogni 228 abitanti. Il dato emerge dal nuovo report dell’Osservatorio Dat dell’Associazione Luca Coscioni, realizzato attraverso un accesso agli atti rivolto a 7.677 Comuni italiani per sopperire alla mancanza della prevista relazione ministeriale sullo stato di attuazione della legge. Si tratta, di fatto, dell’unica fotografia aggiornata disponibile sul tema a livello nazionale.

Le Dat consentono a ogni cittadino maggiorenne di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non fosse più in grado di esprimere la propria volontà. Uno strumento che riguarda direttamente il consenso informato, il fine vita e il diritto all’autodeterminazione terapeutica, ma che continua a registrare una diffusione limitata in molte aree del Paese.