Le grida di giubilo risuonano tra le alte montagne del Passo Shandur, nel nord del Pakistan, mentre i cavalli galoppavano sulla verde distesa del campo da polo più alto del mondo, lo Shandur Polo Field, a un'altitudine di circa 3.700 metri. Le mazze di legno fendevano l'aria rarefatta di montagna mentre migliaia di spettatori esplodevano in festeggiamenti.
Il polo freestyle è antichissimo
Con le cime innevate e un cielo azzurro limpido sullo sfondo, Shandur torna, come ogni anno, a essere un punto d'incontro tra sport, tradizione e cultura durante i tre giorni in cui va in scena il festival del polo sul "tetto del mondo". Perché lo Shandur Polo Festival è in sé una tradizione recente, creata da un alto funzionario britannico negli anni Trenta del Novecento. Ma il polo tradizionale è una pratica ben più antica della corona e dell’impero di oltremanica. Gli inglesi lo scoprirono in India, dove era arrivato, riveduto e corretto, rispetto alle forme che, tra Persia e Asia Centrale, esistono dal VI secolo a. C. Tornando al Pakistan, nelle sue regioni settentrionali, la sua versione antica, “a stile libero”, è tuttora praticata.
Oggi, congiuntura politica internazionale permettendo, è un’occasione di svago per locali e turisti. All'inizio delle partite, sorrisi, risate ed esplosioni di entusiasmo riempiono le tribune improvvisate, dove famiglie, turisti e residenti siedono spalla a spalla lungo l'aspro pendio della montagna. I bambini sventolano bandiere, gli anziani guardano avvolti in caldi scialli e gruppi di amici esultano mentre la partita, dal ritmo incalzante, trasforva il remoto altopiano in una vivace celebrazione della comunità.






