L’ufficialità, intesa come comunicato (congiunto), era attesa per ieri. La Virtus, invece, non ha annunciato l’accordo biennale (cifra inferiore al mezzo milione a stagione) con Alex Mumbrù. Saltata la trattativa? Qualche intoppo?
No, l’intesa c’è già tanto che emergono altri aspetti. Ovvero che lo spagnolo, martedì, fosse proprio a Bologna. Non per firmare personalmente il contratto – ci sono modi più rapidi –, ma per prendere conoscenza del mondo che frequenterà nelle prossime due stagioni. La Virtus è un brand che in Europa funziona bene (a dispetto del fatto che non ci fosse uno sponsor di maglia), ma Mumbrù ha voluto toccare con mano.
Vedere in faccia le persone con le quali si rapporterà quotidianamente, ma anche e soprattutto le strutture nelle quali operare.
Non è dato di sapere se il ct della nazionale tedesca si sia fatto accompagnare anche in Fiera, dove l’ossatura del nuovo palazzetto sta prendendo forma. Ma lo spagnolo ha visto la palestra intitolata alla memoria dell’avvocato Gianluigi Porelli, gli uffici e tutto il contorno.
Visita soddisfacente. E tutto, appunto, era pronto da ieri per l’annuncio dell’accordo biennale. Che cosa è successo? Semplice, ci si è scontrati con la rigida burocrazia tedesca. Mumbrù è il ct della Germania – aspetto non secondario, ha vinto l’Europeo con una nazione non sua – e dovrà sdoppiarsi nel ruolo. Perché oltre ad allenare la Virtus, continuerà a dirigere le operazioni dei tedeschi.








