Lo scheletro dell’hangar svetta sulla colmata di Bagnoli. Quelli del team Gb1 lo hanno tirato su in tempo da record. Sono trascorsi appena sette giorni dalla consegna dell’area alla squadra britannica da parte della società di Stato “Sport e salute”, soggetto attuatore dei lavori per Coppa America.

E la struttura appare quasi pronta. Sullo scheletro di ferro e alluminio saranno sistemati i tendoni. Poi arriveranno scrivanie, computer, monitor e attrezzature di altissima tecnologia, perché l’America’s Cup è anche questo. E soprattutto arriveranno gli Ac75, le gigantesche “Formula uno del mare” che proveranno a strappare la coppa delle cento ghinee al detentore New Zealand. Oggi si vedono gli operai al lavoro che salgono fino al tetto della gabbia grazie a due grandi ascensori mobili, di cui uno rosso, e ad un’alta gru.

Mark Dalton figlio di Grant, il manager icona della vela neozelandese che ha voluto l’America’s Cup a Napoli, ha ipotizzato «i primi allenamenti tra fine luglio e i primi di agosto». Ma adesso si guarda a settembre quando dal 24 al 27 ci sarà la preregata. Si disputerà con i vecchi Ac40, più piccoli delle immense barche a vela che si sfideranno nel 2027. Sono gli stessi catamarani utilizzati a Cagliari, nella prima preregata nella strada verso la “Louis Vuitton 38th America’s Cup”. E soprattutto avranno base nell’area militare dell’isolotto di Nisida. Bagnoli, invece, si prepara all’evento del prossimo anno. Sarà la casa dei team, ma anche dei tifosi. Gb1 è già arrivata. I prossimi ad arrivare gli svizzeri di Alinghi e i francesi. Ha già indicato il proprio posto sulla colmata New Zealand, il team primo a scegliere. Sarà quello più vicino al pontile nord. Gb1, in qualità di challenger of record e vincitrice della Louis Vuitton Cup nel 2024, sarà situato proprio accanto ai defender. Le altre squadre verranno posizionate, previo accordo e protocollo di ingresso, a est del defender e del challenger of record.