di
Cesare Giuzzi
Anche nel caso precedente gli avvocati non avevano parlato di tentativo di suicidio. Ma tutto era accaduto un paio di settimane dopo le perquisizioni e l’interrogatorio davanti agli inquirenti bresciani
La notizia arriva nel tardo pomeriggio via diretta televisiva dai legali di Sempio: «La mamma di Andrea, Daniela Ferrari, è ricoverata per overdose da farmaci e sottoposta a lavanda gastrica». Poi inizia la rincorsa di voci e indiscrezioni: un «tentativo di suicidio», «gravi condizioni», «no, solo abuso di farmaci». Infine dall’ospedale di Vigevano la conferma che ridimensiona in qualche modo la gravità della situazione: «È ricoverata in codice giallo, cosciente. Non è in pericolo di vita». Si parla di un «eccesso di dosaggio» di farmaci tranquillanti che la 66enne madre del nuovo indagato per il delitto di Garlasco assume da tempo. Già da prima che venisse riaperta l’indagine su suo figlio dai pm pavesi.
Un episodio del tutto simile a quello già accaduto il 16 ottobre di un anno fa: il malore in casa, l’intervento del 118, la corsa in ambulanza al pronto soccorso e il ricovero al policlinico San Matteo di Pavia per eccesso di dosaggio di tranquillanti. Anche in quel caso gli avvocati non avevano parlato di tentativo di suicidio. Ma tutto era accaduto un paio di settimane dopo le perquisizioni e l’interrogatorio davanti agli inquirenti bresciani per l’inchiesta bis su Garlasco, quella che vede indagati il marito Giuseppe e l’ex pm Mario Venditti per corruzione nell’ambito della prima indagine su Sempio del 2017. Indagine che adesso sarebbe vicina alla chiusura, sembra con la possibile archiviazione di Venditti e il ritorno degli atti a Pavia per procedere (così si dice) nei confronti degli ex carabinieri della «squadretta» della procura.











