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La Casa Bianca conferma che Donald Trump ha firmato il memorandum of understanding con l'Iran. Secondo quanto riferito da un funzionario americano, l'accordo era stato firmato elettronicamente domenica da JD Vance e dal presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, alla presenza di Trump.Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti è stato firmato in via elettronica. Parlando all'emittente statale Press TV, Baghaei ha affermato che l'accordo è stato ora formalmente firmato da entrambe le parti in via elettronica. Lo riporta al Jazeera.L'Iran e gli Stati Uniti hanno firmato elettronicamente il loro memorandum of understanding per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios citando due fonti americane. La firma è stata "digitale" e ora il memorandum è in vigore.Donald Trump ha firmato personalmente una copia del memorandum of understanding con l'Iran mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

Trump, 'il G7 un grande successo'. E difende l'intesa con l'Iran

(dell'inviato Tullio Giannotti)Al G7, dopo anni di contrasti, scoppia la pace con Donald Trump. Il vertice di Evian si chiude nel segno della cooperazione ritrovata e del rinnovato linguaggio comune, dall'Iran all'Ucraina. "E' stato un grande successo", assicura il presidente americano che, nel corso di una interminabile conferenza stampa, ha difeso a spada tratta l'intesa con l'Iran, quando già avrebbe dovuto essere fra gli ori di Versailles. "Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, e anche oltre. Tutti sono felici, nessuno mi ha detto 'hai sbagliato, dovevi continuare a bombardare'", ha rivendicato il tycoon, affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio e da quello del Tesoro Scott Bessent."Questo accordo, che si chiama 'Accordo Trump', è fantastico", continua a ripetere gonfiando il petto, perché a Evian i 7 grandi sono tutti con lui. Anzi, aspettano la firma e l'apertura di Hormuz per far partire la missione europea di sorveglianza e sminamento dello Stretto sulla quale tanto contano Londra e Parigi. Lasciandosi alle spalle i toni aspri delle ultime settimane, il tycoon, pur non rinunciando a una frecciatina, ha quindi blandito gli alleati europei: "Sono nostri amici, anche se hanno sbagliato diverse cose, sull'energia, sull'immigrazione". A più riprese è tornato comunque a minacciare l'Iran: "Se non rispetteranno gli accordi ricominceremo a sganciare le bombe proprio sulle loro teste".