CADORE (BELLUNO) - Due incidenti a un mese di distanza. In Cadore. Con la stessa protagonista: un’anziana di 77 anni. La donna prima ha investito un pedone sulle strisce, spedendolo dritto all’ospedale, poi ha travolto un ciclista alle spalle costringendolo a interventi chirurgici e a una lunga degenza. Le gravi conseguenze di due schianti che potevano anche avere esiti fatali riportano al centro del dibattito il tema sempre più attuale della guida in età avanzata. Al di là delle singole responsabilità, ancora al vaglio delle forze dell’ordine impegnate negli accertamenti, la questione riguarda da vicino anche il bellunese, una provincia caratterizzata da un'elevata età media e da servizi spesso lontani dai centri abitati. Qui l'automobile non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento essenziale di autonomia. Per molti anziani perdere la patente significa rischiare l'isolamento sociale, avere maggiori difficoltà nel raggiungere cure e servizi e, quando presente, gravare maggiormente sulla famiglia. Ma è anche vero che in assenza di un equilibrio psicofisico ideale, la loro presenza sulle strade rischia di diventare una minaccia mortale. Un supporto, per chi non ha la patente o l’ha persa proprio a causa di questi episodi, arriva spesso dal volontariato che però non può sostituire in modo strutturale servizi pubblici spesso carenti. Una realtà complessa che impone di trovare un bilanciamento tra sicurezza stradale per tutti i tipi di utenza e diritto alla mobilità. Anche perché gli over 70 non figurano tra le categorie maggiormente coinvolte negli incidenti, sebbene l'invecchiamento della popolazione renda sempre più attuale il tema dei controlli.
Anziani alla guida, dov'è l'equilibrio tra il diritto di muoversi in auto e la sicurezza. Due incidenti in un mese per una 77enne
CADORE (BELLUNO) - Due incidenti a un mese di distanza. In Cadore. Con la stessa protagonista: un’anziana di 77 anni. La donna prima ha investito un pedone sulle strisce, spedendolo dritto...






