HomeEsteri“Se sgarra è guerra”. Trump torna a minacciare l’Iran. Poi difende l’intesa: domani la firmaIl presidente Usa: con la nuova leadership è possibile un cambio di regime. Le navi di Teheran superano lo Stretto. Israele continua a bombardare il LibanoCarri armati israeliani nel sud del LibanoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 18 giugno 2026 – Quattordici punti, tre macrotemi — nucleare, Stretto di Hormuz e sanzioni — e un testo che, secondo Donald Trump, “piace a tutti”, anche se molto generico. Nel memorandum entra anche il Libano, dove la violenza di Israele continua incontrastata e non si limita al Paese dei Cedri. A Ramallah, in Cisgiordania, coloni hanno bruciato due moschee a nord della città, scrivendo su un muro: “Gerusalemme sarà liberata”. Un clima che può far saltare le trattative da un momento all’altro.

Tutti gli occhi sono puntati su domani, quando dovrebbe chiudersi un importante fronte di crisi, o almeno così sperano le cancellerie. L’amministrazione americana sostiene che il linguaggio dell’intesa sia stato tenuto volutamente vago per favorire i colloqui tecnici e i negoziati di alto livello, lasciando a Teheran margini per venderne il contenuto all’opinione pubblica interna. Ma Washington assicura che gli impegni richiesti all’Iran sono chiari. Altre fonti bollano invece l’accordo come palesemente favorevole alla Repubblica islamica.