La figlia di Davide Calbucci, 49enne di Cesena accoltellato a morte dal 65enne Giuseppe Di Giacomo chiarisce il movente del delitto emerso poi nel processo
Era il 19 dicembre del 2020 quando Davide Calbucci, 49enne di Cesena, venne barbaramente ucciso con trentaquattro coltellate nel parco Fornace Marzocchi. A sferrare i fendenti mortali fu il vicino di casa, Giuseppe Di Giacomo (all’epoca 65enne), oggi condannato all’ergastolo nel carcere di Bologna con sentenza confermata in Appello nel 2022. A distanza di anni, la famiglia della vittima ha deciso di rompere il silenzio su un dettaglio cruciale emerso durante il processo. A farlo, riporta il Corriere della Sera, è stata la figlia diciannovenne, Ambra Calbucci, che ha scelto il palco del concorso di bellezza “Splendida D’Italia” — evento dedicato alla sensibilizzazione contro i femminicidi e la violenza di genere — per lanciare un messaggio forte: suo padre non è morto per futili motivi, ma per difendere le donne del quartiere.
«Mio padre ucciso per aver difeso le donne dalle molestie»
Sul palco Ambra Calbucci ha voluto fare chiarezza sulla reale natura del delitto. «Ho deciso di portare la verità su quel palco. Mio padre aveva scoperto che il nostro vicino molestava parecchie persone: le donne che abitavano nel nostro condominio e quelle che frequentavano il parco dove è stato assassinato. Si confidavano con lui perché eravamo i vicini di casa di Di Giacomo», ha dichiarato la giovane.







