«Nessuno ha nascosto fondi, nessuno ha nascosto conti correnti». Giuseppe Piraino replica dopo il sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie per circa 700 mila euro eseguito dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta sui bonus edilizi. L’imprenditore edile, che in passato denunciò gli esattori del racket, in un video respinge le accuse e parla di «tritacarne mediatico», soprattutto per il coinvolgimento della moglie nella ricostruzione degli investigatori.Piraino e la società Mosina Costruzioni erano già stati destinatari, nell’ottobre scorso, di un sequestro preventivo da oltre 3,5 milioni di euro. Le ipotesi contestate sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione di crediti inesistenti. Secondo l’accusa, sarebbero emerse irregolarità nei lavori legati ai bonus edilizi.L’imprenditore annuncia opposizione e sostiene di avere messo a disposizione della polizia giudiziaria «tutti i documenti, tutti i fondi, tutte le proprietà». Poi chiarisce il passaggio sui conti della moglie: «Mia moglie è colei che ha fatto anche dei prestiti infruttiferi nella Mosina Costruzioni, come risultano dagli atti».Piraino ribadisce che si tratta di sequestri cautelari e che non c’è alcuna condanna definitiva: «Mi sento una persona pulita, non ho mai operato in malafede. Aspettiamo che parlino i giudici», ha aggiunto.