Il ministro Tajani, incalzato durante il question time alla Camera, risponde alle domande sulla situazione in Medio Oriente e sulla posizione del governo italiano rispetto a Israele

Si è svolto oggi, 17 giugno, il question time alla Camera con le interrogazioni a risposta immediata al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. Al centro delle discussioni diversi temi, tra i quali la ratifica dell’accordo CETA, la pace in Medio Oriente e la posizione del governo nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben Gvir e del governo israeliano.

Alla domanda da parte di FdI rispetto a ulteriori iniziative che il Governo intenda promuovere per accompagnare un accordo complessivo di pace in Medio Oriente, Tajani conferma: «La nostra attenzione resta altissima sul fronte libanese». Nell’ottica di una tregua – ribadisce – restano «indispensabili il disarmo di Hezbollah, la fine dei bombardamenti israeliani sulle aree abitate dai civili e il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese».

Rivolge però uno sguardo anche al futuro: «Noi guardiamo già al dopo Unifil», il cui mandato terminerà a fine anno. «Va assicurata una presenza internazionale con un mandato delle Nazioni Unite», dichiara, e chiarisce come a fronte di nuove proposte mosse dal Segretario Generale Guterres, sia cruciale anche pensare di valorizzare l’esperienza maturata da realtà già esistenti, a partire dal Comitato Tecnico Militare per Libano.