Alcune petroliere di Teheran, almeno due, hanno oltrepassato il blocco navale imposto dagli Usa nei porti del Golfo da due mesi. Lo ha rilevato la piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers, alla vigilia della firma di un accordo tra Iran e Usa prevista per venerdì. «Almeno due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano», ha riferito il sito web aggiungendo in seguito che anche una terza petroliera «con 1 milione di barili di petrolio» aveva oltrepassato il confine. «Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell'Iran in due mesi», ha concluso TankerTrackers citando dati di tracciamento digitali corroborati da immagini satellitari.
L'accordo Un segnale positivo in attesa della storica firma del memorandum prevista per venerdì al Burgenstock hotel di Lucerna. L'accordo sarà firmato dai due capi negoiatori, il vicepresidente Usa JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Una data che farà scattare le lancette dei 60 giorni per arrivare a un accordo definitivo sulle questioni più cruciali, dal programma nucleare iraniano alla revoca delle sanzioni e allo scongelamento dei beni. Intanto, mentre come anticipato al Wsj gli Usa consentiranno all'Iran di iniziare immediatamente a vendere petrolio, Teheran annuncia che il blocco Usa di Hormuz è stato revocato prima della firma ufficiale. La conseguenza di tutto ciò ha fatto fatto abbassare ulteriormente il prezzo del petrolio, a nuovi minimi da tre mesi (anche se resta alto l'allarme scorte). Il petrolio Di petrolio si è occupata anche la dichiarazione finale del G7. «Ci impegniamo ad accelerare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico per ridurre le vulnerabilità internazionali legate allo Stretto di Hormuz e per incrementare le nostre riserve energetiche», fanno sapere i capi di stato e di governo. «Accogliamo con favore il potenziale del Canada di fornire una significativa capacità aggiuntiva al mercato globale nei prossimi anni»










