Javier Bardem è tornato a parlare del genocidio a Gaza e delle violenze in Cisgiordania. L’attore spagnolo di fama internazionale è diventato, negli ultimi mesi, il volto di un comparto cinematografico impegnato, che non si gira dall’altra parte, ma piuttosto si schiera al fianco degli ultimi del mondo. “Il genocidio di Gaza, così come le violenze dei coloni in Cisgiordania, in questo momento storico, sono crimini che riguardano tutti noi”, ha detto sul palco esterno del Chinese Theater dell'Hollywood Boulevard, alla cerimonia durante la quale ha lasciato le impronte di piedi e mani nel cemento. “Mi auguro semplicemente che, come dicono Rami e Bassam (Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano, due padri di famiglia che hanno perso le figlie nel conflitto e che oggi fanno parte dell'organizzazione the Parents Circle, ndr) 'scegliamo di costruire ponti piuttosto che scavare tombe', perché dobbiamo ricordarci che l'amore è sempre, sempre, sempre più forte dell'odio".A marzo 2026, in occasione della cerimonia degli Oscar, Bardem era salito sul palco con una spilla divenuta presto virale tra social e testate giornalistiche: “No alla guerra”, recitava. Un messaggio molto chiaro, che riprendeva la toppa che Bardem portò cucita sulla giacca al Premio Goya del 2003, quando si schierò contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Iraq. In occasione dell’ultimo Festival di Cannes, lo scorso maggio, l’attore aveva tenuto un discorso di denuncia contro i potenti del mondo e la mascolinità tossica che spesso guida le logiche di potere.
Javier Bardem torna a parlare del genocidio: "La situazione a Gaza e in Cisgiordania ci riguarda tutti" - Il video
Sul palco esterno del Chinese Theater dell'Hollywood Boulevard, alla cerimonia durante la quale ha lasciato le impronte di piedi e mani nel cemento, l'attore sp









