«La principessa Mette Marit è stata sottoposta con successo a un trapianto di polmone». L’annuncio del Palazzo Reale norvegese arriva nella tarda mattinata di mercoledì 17 giugno, per dare notizia dell’avvenuto intervento chirurgico, delicatissimo, cui la moglie del futuro re Haakon è stata sottoposta. I media norgevesi intercettano Arnt Fiane, primario del reparto di chirurgia toracica dell'ospedale nazionale di Oslo, per una conferma: “Il trapianto di polmoni si è rivelato finora un successo”, dice il medico.

L’operazione era attesa da settimane, da quando cioè le condizioni di salute della principessa 57enne – affetta da fibrosi polmonare – si erano aggravate; perfino il Presidente norvegese Masud Gharahkhani aveva espresso pubblicamente la propria preoccupazione, affidando a un post Instagram il suo augurio alla coraggiosa Mette Marit.

Da mesi la principessa era stata costretta al riposo, ma aveva voluto essere presente al National Day, il 17 maggio scorso, e per farlo era comparsa in pubblico con indosso una cannula nasale collegata a un respiratore, portato sul balcone del Palazzo Reale dal figlio Sverre Magnus per fornirle l'ossigeno di cui aveva bisogno.

Il trapianto arriva in un momento davvero delicato per la principessa e per la famiglia reale norvegese: lunedi 17 giugno, il Tribunale di Oslo ha infatti condannato il primo figlio di Mette Marit, Marius Borg Høiby a 4 anni di pena detentiva per stupro e aggressione nei confronti di un’ex fidanzata. Sette anni aveva chiesto l’accusa, mentre l’imputato continuava a dichiararsi innocente riguardo le accuse più gravi – a lui rivolte da più donne, una delle quali ha accettato di testimoniare a volto scoperto in aula – e colpevole rispetto a capi di imputazione minori, tra cui traffico di droga, disturbo della quiete pubblica, guida in stato di ebbrezza, comportamento sessualmente offensivo.