All’evento Priority Europe 2026 del Future Investment Initiative (FII) Institute attesi banchieri, CEO e policy maker internazionali per discutere sovranità economica e autonomia strategica europea. Il summit MBS mette sul tavolo energia, difesa e tecnologia Da oggi e fino a venerdì Roma ospita l’incontro satellite dell’FII Institute, la no-profit strettamente collegata al fondo sovrano saudita, nel cui board figura anche Matteo Renzi. Si tratta di uno dei principali appuntamenti economico-finanziari della settimana, promosso direttamente dal principe ereditario saudita Mohammad bin Salman Al Saud. Gli incontri si terranno al Rome Cavalieri e nell’area di Monte Mario. Tra i partecipanti italiani figurano il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro della difesa Guido Crosetto, il titolare del ministero delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Matteo Renzi componente del board di FII, il ceo di UniCredit Andrea Orcel, il fondatore di Ion Group Andrea Pignataro e il ceo di Leonardo Lorenzo Mariani e Sergio Dompé, presidente esecutivo della Dompé Farmaceutici, in un’agenda che include anche i vertici dei principali istituti globali come Goldman Sachs, Blackstone, Barclays e J.P. Morgan. DI COSA SI PARLERÀ: FINANZA E SOVRANITÀ EUROPEA Il summit, dal titolo Europe Reimagined: Capital, Sovereignty & Strategic Autonomy, si concentra su tavoli dedicati alla “necessità per l’Europa di rafforzare la propria sovranità economica e riconquistare autonomia strategica in energia, tecnologia e difesa”. In questo quadro si inserisce la presenza della FSI guidata da Maurizio Tamagnini (società di gestione di fondi di capitale con oltre tre miliardi di masse in gestione) tra i soggetti che hanno supportato l’organizzazione dell’incontro romano. Secondo il Fii Institute, oltre 1.600 investitori, policymaker e innovatori si sono registrati per il summit. TUTTI I PROTAGONISTI La lista degli speaker mette insieme mondo politico, finanza, industria, tecnologia e cultura. Nel parterre internazionale compaiono Yasir Al-Rumayyan (PIF), la principessa Reema Bint Bandar Al Saud, ambasciatrice saudita negli Stati Uniti, il ministro saudita dell’economia Faisal Alibrahim, quello del turismo Ahmed Al-Khateeb, il primo ministro albanese Edi Rama, David Maisel, fondatore di Marvel Studios, Anthony Gutman di Goldman Sachs, Stephen Dainton di Barclays, il banchiere Noel Quinn e l’armatore Manfredi Lefebvre d’Ovidio. Ancora fra gli attesi: Travis Kalanick (Atoms), Mohamed Alabbar (Emaar), l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz e Jacques Attali, banchiere, economista ed ex consigliere speciale di Francois Mitterand e già collaboratore di Sarkozy e Macron. Attesi anche i vertici di Leonardo e Fincantieri, con Pierroberto Folgiero e il confronto tra Lorenzo Mariani ed Elt in uno dei panel industriali. Giancarlo Giorgetti interverrà nella giornata di giovedì, mentre la chiusura dei lavori è affidata a Maha Al Saud, ceo dell’FII Institute. L’evento si inserisce in un contesto di crescente intreccio tra capitale sovrano, grandi gruppi industriali e istituzioni europee, con Roma deputata a ospitare uno dei principali hub di confronto tra finanza globale e politica economica: “Speriamo che questo diventi un appuntamento fisso, come Miami lo è stato per quattro anni”, ha dichiarato Richard Attias, presidente del Consiglio esecutivo del FII Institute, il quale in una intervista all’Adnkronos ha dichiarato che la scelta di Roma non è casuale: “l’Italia può diventare una porta d’accesso all’Europa per capitali che arrivano dal Golfo, dall’Asia, dagli Stati Uniti e dai nuovi poli emergenti” I TEMI SUL TAVOLO La manifestazione affronta le principali sfide economiche e strategiche che l’Europa si trova ad affrontare nei prossimi anni, con un focus sulla competitività, l’autonomia industriale e il finanziamento della crescita. I temi al centro del dibattito spaziano dalla politica industriale all’intelligenza artificiale, dalla sicurezza e difesa all’energia, fino alle materie prime critiche e alle infrastrutture digitali. Ampio spazio è dedicato anche ai flussi di capitale, al turismo, alla rigenerazione urbana, alla cultura e allo sport, analizzati come settori strategici per lo sviluppo economico, l’attrattività internazionale e la sostenibilità dei territori. COSA E’ IL FUTURE INVESTMENT INITIATIVE Come racconta Richard Attias a Adnkronos, l’FII nasce quando il principe ereditario Mohammed bin Salman chiese di creare una piattaforma in cui gli investitori di tutto il mondo potessero essere presenti una volta all’anno per capire dove va il denaro, sia in termini geografici sia in termini settoriali. “Oggi il FII Institute ha duemila membri. All’inizio non avevamo un programma di membership, ma molti Ceo ci chiedevano di far parte di ciò che stavamo costruendo: sostegno a cause, aiuto ai giovani imprenditori, investimenti in Paesi dove portiamo acqua pulita, educazione, computer. Abbiamo un pilastro molto importante che si chiama Act: vogliamo guidare anche con l’esempio. Non siamo semplicemente organizzatori di conferenze. Abbiamo indici, pubblicazioni e iniziative. E abbiamo quattro grandi filoni di lavoro: AI e robotica, healthcare, sostenibilità ed educazione”.
Mariani, Orcel, Giorgetti, Pignataro: chi c'è all'evento del FII Institute di Bin Salman - Policy Maker
All’evento satellite del Future Investment Initiative Institute di Bin Salman attesi banchieri, CEO e policy maker internazionali












