Se ne va una delle voci più autorevoli della cultura italiana e uno dei figli più illustri di Torino. È morto Carlo Ginzburg, storico di fama mondiale, nato sotto la Mole il 15 aprile 1939, erede di una delle famiglie che più hanno segnato la storia intellettuale del Novecento italiano. Figlio dell'antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, Carlo aveva fatto della ricerca storica una forma di indagine capace di illuminare il passato attraverso le vite degli ultimi, degli esclusi, degli uomini e delle donne comuni.

Con lui scompare il principale interprete della microstoria, la corrente storiografica nata in Italia negli anni Settanta che ha rivoluzionato il modo di raccontare il passato. Nei suoi studi, i piccoli indizi, le vicende individuali e le culture locali diventavano strumenti per comprendere i grandi processi storici. Un metodo che ha influenzato generazioni di studiosi in tutto il mondo.

Sebbene la sua carriera si sia sviluppata tra Pisa, Bologna, Los Angeles e alcune delle più prestigiose università internazionali, il legame con Torino è rimasto centrale nella sua biografia. Qui affondavano le radici della sua storia familiare e civile: quella di Leone Ginzburg, martire della Resistenza morto dopo le torture naziste, e della casa editrice Einaudi, della quale la famiglia fu tra i protagonisti.