Via libera del governo alla joint venture tra Leonardo e Baykar per la produzione di droni. Ieri il Consiglio dei ministri, come anticipato dal Messaggero, ha esercitato i poteri speciali, con prescrizioni e condizioni, per la costituzione di una joint venture societaria che verrà detenuta al 50% da Leonardo e al 50% dalla società turca Baykar Makina per produrre «sistemi aerei a pilotaggio remoto di nuova generazione». A insistere per il via libera, vista la scadenza imminente, il ministro della Difesa Guido Crosetto. L'Italia dunque avvia la produzione congiunta di droni con la Turchia di Recepp Erdogan.Tra i paletti piantati dal golden power all'operazione, spiegano fonti a conoscenza del dossier, l'obbligo, per le attività di sviluppo internazionale, di indirizzarle esclusivamente verso Paesi "allineati" alle politiche della Ue e della Nato, per tutelare gli «interessi strategici nazionali» e la continuità della supply-chain. Mentre dall'intelligence italiana presente al tavolo, riunito già giovedì 11 giugno, hanno avanzato prescrizioni per assicurare la segretezza delle informazioni classificate e la tecnologia necessaria alla nuova joint venture, con l'obiettivo di ridurre il rischio di «perdita di capacità tecnologiche» nazionali. Si tratta di un'operazione a lungo attesa dal comparto della Difesa. Leonardo entra così, con il placet (e i paletti) del governo in un mercato il cui valore è stimato dal gruppo in 100 miliardi di euro nel prossimo decennio. Baykar è l'esportatore numero uno di droni al mondo e vanta un giro d'affari di più di due miliardi.
Leonardo, sì all’accordo con Baykar. I droni venduti solo ai Paesi «allineati»
Via libera del governo alla joint venture tra Leonardo e Baykar per la produzione di droni. Ieri il Consiglio dei ministri, come anticipato dal Messaggero, ha esercitato i poteri speciali, con...






