Scienza e Tecnologia

Mercoledì 17 Giugno 2026

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Dagli apparati per la Tac che possono essere hackerati da virus informatici ai pacemaker alterati da remoto: i dispositivi medici stanno diventando più vulnerabili ai cyber attacchi. "Dopo alcuni anni nei quali il numero di vulnerabilità identificate sembrava essersi stabilizzato, nel 2025 si osserva una nuova crescita ”, ha detto Gaetano Marrocco, dell'Università di Roma Tor Vergata, presentando i dati dell’Osservatorio Cyber4Health di Tor Vergata e Cyber 4.0.

“Nel mondo esistono migliaia di modelli di dispositivi medici e centinaia di milioni di dispositivi in uso , oggetti di vario: tipo dalle macchine diagnostiche come un sistema radiologico o una Tac alle pompe insuliniche o i pacemaker”, ha detto dell’Università di Roma Tor Vergata, presentando i dati del rapporto. “Le vulnerabilità possono essere identificate dagli stessi ricercatori o aziende produttrici, oppure scoperte eseguendo test di verifica per la sicurezza. Non necessariamente - ha aggiunto Marrocco - c’è un incidente reale o un paziente coinvolto: spesso la vulnerabilità viene scoperta prima che venga sfruttata”. Finora sono state individuate alcune decine di vulnerabilità e di conseguenza, secondo gli autori del rapporto, non siamo di fronte a un fenomeno che deve creare allarme sociale. Tuttavia, osservano, è un segnale importante perché la sanità sta diventando sempre più digitale e connessa .