di Paolo OttolinaIl mini pc Windows che vuole fare AI in locale

Il Mac mini ha avuto un grande merito nel mercato recente dell'informatica: ha reso l’intelligenza artificiale in locale (la nostra guida alla configurazione) una cosa meno esoterica. Per «in locale» si intende un applicativo, in questo caso un Llm (modello linguistico di grandi dimensioni), che gira sulla macchina fisica e non, come d'abitudine per i chatbot di intelligenza artificiale generativa, nel cloud. Il Mac mini è una scatola piccola, silenziosa, con memoria unificata, perfetto per far girare software ormai maturi come Ollama, LM Studio, MLX e soprattutto OpenClodddd. Ma serve per forza un Mac, oppure anche un mini pc Windows, senza scheda Nvidia dedicata, può dire la sua? Abbiamo provato a rispondere alla domanda nel momento in cui abbiamo avuto in mano questo Geekom A9 Max nella versione 2026, aggiornamento di una versione che abbiamo già testato qualche mese fa. Meglio specificarlo: siamo di fronte a uno dei mini pc Windows più «carrozzati» del mercato, venduto a un prezzo non esattamente economico, ma comunque lontano dai Mac mini con specifiche di Ram massimizzate: prodotti che Apple ha tolto dal mercato, dopo la corsa all'acquisto in seguito al boom dell'AI agentica e di OpenClaw in particolare. Iniziamo dicendo anche quello che A9 Max (2026) non è. Non è un computer economico, non è un giocattolo da salotto e non è una workstation travestita da mini pc. È piuttosto una specie di fuoriserie compatta: tanta potenza in pochissimo spazio, ma con un vincolo evidente: al posto di una scheda Nvidia con memoria video dedicata c’è una Radeon 890M integrata. Quindi, anticipando la risposta alla nostra domanda: l’AI locale si può fare, sì. Ma bisogna capire quale AI.