HomeCultura e SpettacoliMilano Music week, l’ora di Linus: "Sarà più visibile (con tocchi di colore). Vorrei far appassionare i giovani"Firmerà la direzione artistica della manifestazione che è in programma dal 16 al 22 novembre "Le mie due anime, la musicale e la sportiva, sono affascinate dal concetto di Milano-Sanremo".Linus, all’anagrafe Pasquale di Molfetta. , raccoglie il testimone. da Nur al HabashRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciApplausi. Più battimani che notizie ieri mattina al Museo del Novecento per la presentazione della Milano Music Week 2026, in programma dal 16 al 22 novembre con la direzione artistica di Linus. "Era da tempo che desideravamo averlo a bordo" ha spiegato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi parlando della scelta di affidare le redini di questa decima edizione al presidente di Elemedia, direttore editoriale delle Radio Gedi e direttore artistico di Radio Deejay, Radio Capital e OnePodcast. "Una scelta fatta in base all’indirizzo che intendiamo dare alla manifestazione, ovvero riallacciare i rapporti tra la città e la ‘music industry’, puntando su una figura milanesissima (nato a Foligno nel ’57, Pasquale di Molfetta, come si chiama all’anagrafe, è arrivato con la famiglia a Paderno nel 1960, ndr) su un cartellone diffuso, chiamato quest’anno ad orbitare attorno alla Fabbrica del Vapore". Linus dice di raccogliere il testimone dalle mani di Nur al Habash, romana di origini palestinesi che ha guidato la MMW dal 2022 al 2025, per spirito di servizio. "Ho un po’ il complesso del fratello maggiore, che interviene quando pensa di poter essere utile alla causa" ammette. "Sono una persona che si pone molte domande e così, dopo aver accettato, mi sono fatto spiegare bene da Nur tutte le criticità dell’impresa capendo, però, che la Milano Music Week ha fondamenta solide e che da parte mia basterà forse solo aggiungere qua e là un po’ di colore e di visibilità". Da direttore, Pasquale-Linus sa che la riuscita della manifestazione non è nelle mani del singolo, ma della squadra. "Quando assunsi la direzione della Radio, il mio mentore mi spiegò che i generali non stanno sul campo di battaglia, ma sulla cima della collina, da dove osservano l’evolversi degli eventi e prendono le decisioni necessarie per cercare la vittoria". In questa visione napoleonica della Milano Music Week, il primo intento del neodirettore è quello di avvicinare le giovani generazioni al patrimonio della grande canzone italiana a cominciare da quello, anagraficamente lontanissimo, degli anni ’60, ma anche legarli ai grandi autori che hanno raccontato Milano.