HomeMacerataCronacaUna folla in lacrime per MagnarelliNella monumentale chiesa di San Domenico ieri mattina non c’era posto per tutti per assistere alla funzione funebre di Federico...La bara all’interno della chiesa di San Domenico per l’addio al 61enne MagnarelliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNella monumentale chiesa di San Domenico ieri mattina non c’era posto per tutti per assistere alla funzione funebre di Federico Magnarelli, ex dipendente del Comune di Recanati, deceduto giovedì per un incidente stradale all’età di 61 anni, mentre era in sella alla sua auto. Molti sono dovuti rimanere fuori dalla chiesa. L’emozione ha attraversato tutta la celebrazione. Commovente la lettera letta dalle figlie Federica e Irene, parole semplici e intense rivolte al loro papà. Accanto a loro tanti giovani amici, con gli occhi arrossati dalle lacrime, che si sono stretti alle due sorelle in un grande e silenzioso abbraccio collettivo. Particolarmente toccante il ricordo della sorella Martina. Con la voce segnata dalla commozione, ha raccontato il legame speciale che li ha uniti fin dall’infanzia. Dopo la scomparsa del padre, quando lei aveva appena tre anni, Federico è stato per lei molto più di un fratello: "È stato un fratello, un padre e un amico". Lo ha descritto come una persona generosa, sempre pronta ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, senza mai cercare riconoscimenti. "Federico era Recanati" ha detto Martina. "Per lui questa città e questa comunità erano tutto il suo mondo". Nel suo ricordo hanno trovato spazio anche gli amici più cari, Marco e Giacomo, compagni di tante ore di lavoro fianco a fianco. A nome della città è intervenuto anche il sindaco Emanuele Pepa. Nel suo breve saluto ha ripetuto più volte una sola parola: "Grazie". Grazie per la sua generosità, per non essersi mai tirato indietro, per il sorriso con cui accoglieva ogni richiesta, per la sua capacità di trovare sempre una soluzione ai problemi, per quelle che il sindaco ha definito le sue "mani d’oro" e per l’amore sincero che nutriva verso Recanati. Al termine della cerimonia, segnata da una partecipazione straordinaria, la commozione ha avuto il sopravvento. La moglie Marika e la sorella Martina hanno accusato un lieve malore, assistite dalle persone presenti. Poi, nel silenzio e nel raccoglimento generale, il carro funebre ha lasciato la chiesa di San Domenico per dirigersi verso il cimitero, accompagnato dall’affetto di una comunità intera che oggi ha salutato non soltanto un dipendente comunale stimato, ma uno dei suoi volti più autentici e generosi.