Arriva sopra i 5,3 miliardi di euro la raccolta dei primi due giorni di Btp Italia Sì, il titolo di Stato a cinque anni destinato esclusivamente al pubblico degli investitori retail e indicizzato all"inflazione nazionale Foi, che prevede un tasso cedolare fisso dell"1,6% annuo (potrà essere rivisto solo al rialzo alla fine del collocamento) e un premio fedeltà dello 0,6% per chi lo comprerà in emissione e lo terrà fino alla scadenza.Due le indicazioni principali che arrivano da questi primi giorni.

La prima riguarda la quota di investitori individuali che hanno acquistato il Btp Italia Sì: oltre 166 mila italiani, in crescita dell"11% rispetto all"emissione indicizzata del maggio 2025.

La seconda indicazione è invece relativa al taglio minimo: 32.177 euro, ancora il più basso delle ultime cinque emissioni speciali del Mef.

Segnale del fatto che la platea di investitori è composta in gran parte dal retail puro a cui questo bond sovrano è prettamente rivolto.

Per ora il collocamento procede in linea con quello dello scorso maggio: in quell"occasione, con un giorno in meno e gli investitori istituzionali inclusi, il Btp Italia aveva raccolto alla fine dell"emissione un totale di 8,8 miliardi.L"incognita adesso è capire quale può essere il ruolo di un titolo indicizzato in portafoglio nel momento in cui l"accordo di pace tra Usa e Iran sta facendo sgonfiare i prezzi del petrolio (ieri il Brent perdeva ancora il 5%) e quindi il rischio di un"impennata dei prezzi. «Osservando l"andamento dei rendimenti dei titoli di Stato e l"andamento del petrolio possiamo dedurre graficamente che c"è una correlazione, e l"elemento in comune è ovviamente l"inflazione», spiega David Pascucci, analista di mercato del broker Xtb. «Negli ultimi sei mesi, quindi da inizio anno, la correlazione tra rendimenti dei titoli di Stato e Petrolio Wti è compresa tra 0,7 e 0,8 in una scala dove il massimo è 1.