Consiglio17 giugno 2026 alle 00:36
Un piano straordinario per le ferrovie della Sardegna con l’obiettivo di superare il gap storico. Per arrivare alla perequazione infrastrutturale proposta ieri dal gruppo consiliare del Pd e dal segretario del partito Silvio Lai potrebbero essere necessari tra i 18 e i 22 miliardi di euro - a valere prevalentemente su fondi statali (e in particolare su quello dedicato di rete ferroviaria italiana) e della prossima programmazione europea) - mentre sui tempi di costruzione delle opere si ipotizzano una decina d’anni. Condizioni necessarie per la perequazione infrastrutturale sono l’elettrificazione completa della rete e il raddoppio dei binari. E, ovviamente, la dotazione nella provincia di Nuoro di collegamenti alla rete ferroviaria nazionale. È tutto in una mozione del gruppo Pd presentata dal primo firmatario Gigi Piano, che ha subito sottolineato: «La perequazione infrastrutturale è una prevista per legge: non stiamo chiedendo un intervento normativo ma l’attivazione di un tavolo Regione-Governo per l’adozione di un preciso impegno finanziario».Per il riammodernamento delle ferrovie sarde servono dai 18 ai 22 miliardi di euro: «La Sardegna ha una rete ferrata simile a quella siciliana – ha precisato Silvio Lai – per il piano di interventi della Sicilia, iniziato nel 2016, si sono spesi 18 miliardi di euro. Se in Sardegna aggiungiamo la rete Abbasanta-Nuoro arriviamo a circa 22 miliardi. Risorse ingenti che nella programmazione europea si possono comunque recuperare. La Sardegna può inoltre fare una scelta strategica e decidere di destinare al sistema ferroviario una sua quota di finanziamento».







