Il Lussemburgo inserisce il diritto all'aborto in Costituzione.

Con l'approvazione definitiva dell'emendamento alla Camera dopo il primo via libera parlamentare avvenuto a marzo, il Granducato diviene il secondo Stato al mondo dopo la Francia a formalizzare l'inserimento della libertà di abortire nella carta fondamentale.

La proposta di legge costituzionale, promossa nel 2024 su iniziativa di Marc Baum del partito della Sinistra (Déi Lénk) - che ha parlato di «giornata storica» -, è stata approvata con una maggioranza schiacciante: cinquantuno voti favorevoli, sei contrari e due astensioni e costituisce un precedente significativo.

Laurent Zeimet, capogruppo del Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), come riportano i media lussemburghesi, ha sottolineato che ai deputati del suo partito è stato permesso di votare secondo coscienza, mentre Taina Bofferding, capogruppo del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP), ha descritto l'emendamento come un messaggio chiaro ai legislatori e alla società.

Fred Keup, capo del Partito Riformista di Alternativa Democratica (ADR), ha bocciato la riforma come «inutile» e ha chiesto invece politiche familiari più efficaci.