People's Voice
Paolo Natale
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I sondaggisti lo sanno bene, il loro perenne cruccio è la presenza di intervistati che non rispondono oppure che sono indecisi; se poi l’indagine demoscopica riguarda il comportamento di voto, a queste due categorie si aggiungono i sedicenti astensionisti, per complicare le loro stime dei risultati più probabili. La quota di indecisi e di non rispondenti, è evidente, non permette di presentare le dichiarazioni di chi è disposto ad esprimere la propria idea come sufficientemente rappresentative della totalità della popolazione di riferimento. Per il semplice motivo che non è dato sapere cosa pensano o cosa farà realmente chi se ne sta zitto. Come sappiamo, viviamo in un’epoca di problematica partecipazione elettorale; l’astensionismo ha raggiunto vertici mai visti; nell’ultima consultazione del 2022 è andato a votare solamente il 64% degli elettori; in tutti i sondaggi odierni è evidente l’incapacità di una quota elevata di intervistati di fare una scelta decisa; la cosiddetta “area grigia” (la somma cioè di chi non vuole votare, di chi si rifiuta di rispondere e di chi si dichiara indeciso) arriva spesso sopra al 40%, sfiorando a volte il 45% del campione di italiani.








