Parabiago (Milano) – Il 15 giugno 2026 la Corte d'Assise di Busto Arsizio ha scritto il primo capitolo giudiziario della vicenda che ha sconvolto Parabiago e l'Altomilanese. Tutti gli otto imputati sono stati condannati per l'omicidio di Fabio Ravasio, il 52enne ucciso il 9 agosto 2024 in quello che inizialmente apparve come un tragico investimento stradale. Secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, dietro quel presunto incidente si nascondeva un piano studiato nei dettagli e portato avanti da un gruppo di persone con ruoli differenti.

Ravasio e Adilma Pereira in un momento felice della loro relazione

Adilma Pereira Carneiro: ergastolo

La "Mantide" e presunta ideatrice del piano omicida, Adilma Pereira Carneiro, è stata condannata all’ergastolo. Brasiliana, 50 anni, compagna di Fabio Ravasio al momento dei fatti. È il personaggio centrale dell'intera vicenda e la figura attorno alla quale ruota l'inchiesta. Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini e dal processo, sarebbe stata la mente dell'omicidio e l'ideatrice del piano che ha portato alla morte del compagno. Diversi coimputati hanno indicato in lei la promotrice del progetto criminoso. Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dall'inchiesta: testimoni e intercettazioni raccontano di riti spirituali, pratiche esoteriche, presunte ‘fatture’ e convinzioni che avrebbero contribuito ad aumentare l'influenza esercitata da Pereira su alcune persone a lei vicine. Un elemento che ha trasformato la cronaca nera in una vicenda dai contorni quasi romanzeschi. Il figlio Igor Benedito, durante il processo, ha ammesso di aver inizialmente mentito per proteggerla, riconoscendo successivamente il suo coinvolgimento nella vicenda.