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Nicolò Franceschin
L'argentino parla della vittoria contro Jannik al secondo turno dello Slam parigino: «Fino al terzo set stava dominando, poi in lui è cambiato qualcosa. Si è congratulato con me dimostrando di essere una grande persona»
28 maggio 2026, si gioca il secondo turno del Roland Garros. In Italia sono le 14, Sinner, ha vinto i primi due set ed è avanti 5-1 nel terzo. Poi qualcosa cambia. Jannik non sta bene. Il fisico non risponde. In poco più di mezz’ora perde il set, in neanche due ore la partita. L’attenzione di tutto il mondo è sul tennista italiano, pochi invece parlano di Juan Manuel Cerundolo che, dall’altra parte del campo, festeggia per una vittoria che nessuno si sarebbe aspettato. Forse, nemmeno lui. «Jannik stava dominando la partita e il gioco. Aveva un livello altissimo: visione, velocità, potenza. E sembrava sapere già in anticipo quello che sarebbe successo. È un giocatore che ti costringe a una pressione continua e asfissiante. Volevo solo esprimermi al mio massimo livello. Non avrei mai immaginato di poter vincere».
Poi è arrivato il terzo set. Che ricordi ha?«Ho notato qualcosa di strano nelle sue gambe, si muoveva come se avesse i crampi. Gli equilibri del match sono iniziati a cambiare e ho capito che ci sarebbe potuta essere una possibilità per me. Ne ho avuto la conferma nel quarto set, non riusciva a recuperare e la partita si è ribaltata. Ha abbassato la sua intensità, la forza dei suoi colpi, faticava a correre».







