Venerdì 10 luglio il Teatro romano di Catania ospiterà il concerto “Terraemaris” della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L'Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti (Fabio Sodano, Fabio Tiralongo, Alexandra Dimitrova, Bronagh Slevin, Mario Gulisano, Mahmoud Hamad, Denise Di Maria, Roberto Fiore, Enzo Rao, José Mobilia, Riccardo Gerbino) e un direttore d’orchestra (Giuseppe Privitera) che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Un concerto, “Terraemaris”, che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione. Alkantara Fest 2026 si svolgerà fino all’8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival. La “biodiversità” che identifica un territorio – identificata quest’anno dal ramarro dell’Etna (specie che contribuisce alla biodiversità nell’ecosistema del Vulcano attivo più alto d’Europa) l’immagine simbolo realizzata da Giuseppe Lombardo – si estende alla musica grazie ad un festival come Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival siciliano è salito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l’intero festival a promuovere il riciclo. Il direttore artistico Mario Gulisano: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità. Il programma 2026 riunisce artisti che, partendo dalle proprie radici, costruiscono linguaggi nuovi e condivisi. Allo stesso tempo, il festival continua a impegnarsi per un modello sostenibile, attento al territorio e alle comunità che lo abitano. Alkantara è, prima di tutto, un’esperienza collettiva: un luogo in cui la musica diventa occasione per pensare, insieme, nuove possibilità di relazione e futuro».