Un’intervista esclusiva al cantante calabrese Speedy, studente universitario dell’Università della Calabria che scala classifiche e raggiunge il carismatico Fiorello a Rai Radio 2. Aneddoti, sentimenti e concerti: i racconti dell’artista e tutto quello che i fan avranno la possibilità di vivere.

Quattro mura di una camera che diventano le prime spettatrici di un talento allora non conosciuto. Una chitarra e una voce, che si trasformano nel modo migliore per sfogare i propri sentimenti. Canzoni nate per rimanere nel proprio io. Eppure – che sia per caso, per fortuna o colpa della sorte – quei testi erano destinati a toccare i cuori di più persone.

Classe 2002, Francesco Servidio – in arte Speedy – è un giovane artista emergente del contesto calabrese. Da Sant’Agata di Esaro (suo paese di origine) a Quattromiglia ad altre città d’Italia coinvolte nel suo ultimo tour, la sua figura non è sfuggita all’occhio di tanti. Da meno, lo è Fiorello col suo programma a Rai Radio 2 “La pennicanza” che lo ha ricevuto come suo ospite.

Com’è stato il primo impatto con Fiorello? C’è un aneddoto del dietro le quinte che ti è rimasto impresso?

«Appena siamo arrivati lì col mio produttore, eravamo un po’ preoccupati. Perché i personaggi televisivi si immaginano persone super simpatiche per poi essere diversi di persona. Poi, però, quando lo abbiamo incontrato – sia durante la trasmissione che a seguito di questa – abbiamo avuto modo di parlare e si è rivelato molto simpatico, sia lui che Biggio. È stata una bella esperienza, ci hanno messo a nostro agio ed è stato tutto naturale»