Durante la fase a gironi dei Mondiali maschili di calcio, in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico, le 48 squadre partecipanti non risiedono sempre vicino a dove giocano le partite. Le nazionali fanno base anche a centinaia di chilometri dagli stadi: fanno avanti-e-indietro dal loro “quartier generale”, che a volte è in posti in cui non penseresti proprio di trovare i migliori calciatori al mondo.
La nazionale della Spagna, per esempio, una delle favorite per la vittoria finale (nonostante l’inaspettato pareggio con Capo Verde), si è allenata per giorni a Chattanooga, in Tennessee. Risiede nel campus di Baylor School, una scuola privata, e sono tutto sommato vicini (circa 200 chilometri, pochi per gli standard di questi Mondiali) alla sede delle prime due partite del girone, ovvero Atlanta, in Georgia. Chattanooga non è abituata a ospitare giocatori come Lamine Yamal, 18enne prodigioso attaccante spagnolo, che infatti può fare la spesa senza che decine di persone lo fermino per autografi o foto.
La FIFA, l’organizzatrice del torneo, chiama Team Base Camp (o TBC) i vari posti che ospitano le nazioni. Ogni nazionale ha il suo campo base: 39 campi base si trovano negli Stati Uniti, 7 in Messico e 2 in Canada. 25 campi base non si trovano in città che ospitano partite dei Mondiali, ma sono stati scelti perché hanno strutture d’allenamento di altissimo livello.














