Gli italiani passano 25 anni, 6 mesi e 1 giorno della loro vita online, circa un terzo della loro eistenza. Il dato arriva da una ricerca commissionata da NordVPN e realizzata da Cint nell’aprile 2026 su oltre 20 mila utenti internet in 20 Paesi. Per l’Italia il campione è di 1.001 persone tra i 18 e i 74 anni. Non ci colleghiamo più a internet come una volta: ci viviamo dentro. Il filosofo Luciano Floridi, uno dei massimi studiosi di cultura ed etica digitali del nostro tempo, ha usato il termine onlife per indicare una vita sempre connessa, in cui il digitale è reale e il reale è anche digitale. È un fenomeno comune ma senza precedenti nella storia, che ha conseguenze profonde su ogni aspetto della nostra esistenza. I numeri Secondo lo studio, gli italiani trascorrono online circa 50 ore a settimana. In media iniziano alle 8 del mattino e smettono alle 22. Lavoro, messaggi, streaming, musica, mappe, pagamenti, social network, acquisti, prenotazioni, email, documenti, notizie, banca, salute, burocrazia: internet è diventato l’infrastruttura invisibile della quotidianità. Rispetto alla stessa indagine condotta nel 2022, il tempo complessivo stimato nell’arco della vita sarebbe diminuito di quasi cinque anni. Non significa necessariamente che siamo diventati meno digitali. Alcune attività si sono compresse, altre sono diventate più automatiche, altre ancora sono state assorbite da strumenti più efficienti. Ma la dipendenza dall’ambiente digitale non è diminuita: anzi, è diventata più profonda, perché meno visibile. La voce principale è lo streaming di film e serie TV, con 6 ore e 34 minuti a settimana. Seguono la musica, con 4 ore e 20 minuti, e i video online, con 4 ore e 19 minuti. I social media occupano 3 ore e 7 minuti settimanali. In molti casi internet non ha sostituito attività precedenti, ma ne ha assorbito i canali di distribuzione. Guardiamo film, ascoltiamo musica e ci informiamo come prima, ma sempre più spesso attraverso piattaforme online. L’intelligenza artificiale La vera novità è che dentro questa routine è entrato un elemento nuovo: l’intelligenza artificiale. Gli italiani passano in media 53 minuti a settimana a interagire con chatbot AI, cioè basati sull’intelligenza artificiale. È ancora poco rispetto allo streaming o ai social, ma è abbastanza per capire che i chatbot sono diventati uno strumento normale, usato per cercare informazioni, scrivere, riassumere, tradurre, organizzare idee, risolvere piccoli problemi quotidiani. Solo l’11% degli intervistati considera l’AI una componente essenziale della propria routine, mentre il 18% ritiene che abbia già migliorato la qualità della propria esperienza online. Sono percentuali ancora contenute, ma vanno lette in prospettiva: ChatGPT ha superato nel 2026 il miliardo di utenti attivi mensili a livello globale. La velocità con cui questi strumenti sono passati dalla curiosità tecnologica all’uso quotidiano è una delle trasformazioni digitali più rapide degli ultimi anni.
Gli italiani passano più di 25 anni online, un terzo della loro vita
Una ricerca di NordVPN: ogni settimana passiamo almeno 50 ore connessi alla Rete. Al primo posto streaming e intrattenimento, ma aumenta rapidamente il tempo d…









