A quindici anni dal primo sì, la coppia celebra nuovamente il proprio amore a Palermo. Un gesto romantico che affonda le radici nella tradizione e racconta un nuovo modo di vivere il matrimonio nel tempo

Eleonora Abbagnato e Federico Balzaretti sono tornati a Palermo: la città dove si erano sposati per la prima volta quindici anni fa, nella splendida Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni. La coppia si è promessa amore eterno per la seconda volta nella vita. Lei in un completo di seta bianca con gonna asimmetrica e camicia oversize per la cerimonia, poi un tubino tempestato di cristalli dorati della Maison Ferrari per la festa nell’orto botanico. Lui in abito color crema, camicia aperta, nessuna cravatta. Una celebrazione gioiosa e romantica. Ma che senso ha promettersi tutto un’altra volta? Spendere soldi per una seconda cerimonia? Sopportare i parenti? Confermare ancora qualcosa che dovrebbe essere ovvio?

Una tradizione antica quanto il matrimonio stesso

Il rinnovo delle promesse non è un’invenzione moderna né una moda da celebrity. La tradizione della Chiesa cattolica prevede che dopo 25 anni — le nozze d’argento — gli sposi rinnovino i voti davanti a Dio e alla comunità. Un rito che esiste da secoli, radicato nell’idea che l’amore non sia un evento puntuale ma un processo continuo. Nell’antica Roma il matrimonio era già un evento civile in cui gli sposi si scambiavano voti davanti a testimoni. La promessa pubblica serviva a qualcosa di preciso: rendere l’impegno reale, tangibile, condiviso. Non bastava sentirlo dentro, bisognava dirlo ad alta voce, davanti a tutti.