Per molto tempo sono state chiamate, con una certa sufficienza, “macchinette”. Oggi, invece, le minicar sono diventate uno dei laboratori più interessanti della mobilità urbana. Restano veicoli di nicchia, certo, ma intercettano esigenze molto concrete: il primo mezzo a quattro ruote per i ragazzi, una soluzione compatta per chi si muove in città, un’alternativa allo scooter quando si cerca maggiore protezione, oppure un veicolo da lavoro agile per artigiani e professionisti. Che, lo ricordiamo, si può guidare senza patente per l’auto, basta il patentino AM per il ciclomotore.
È dentro questo scenario che Aixam Mega, marchio francese nato nel 1983 e specializzato nei quadricicli leggeri, presenta la nuova fase della propria strategia italiana. Da una parte c’è il rafforzamento della gamma Premium, con interni completamente rinnovati e dotazioni sempre più “automobilistiche”. Dall’altra c’è l’arrivo di Easy, modello di accesso pensato per abbassare la soglia d’ingresso senza rinunciare agli standard costruttivi del marchio.
Il momento è particolare. Il mercato italiano dei quadricicli ha rallentato, dopo anni di forte vivacità legata anche all’arrivo di modelli elettrici molto riconoscibili, ma la domanda non è scomparsa: si sta semplicemente selezionando. Nel 2025 le immatricolazioni complessive sono diminuite, mentre le versioni elettriche hanno ormai superato nettamente quelle termiche. È un passaggio significativo, perché fino a pochi anni fa il mondo delle minicar era terreno esclusivo dei piccoli diesel. Oggi, invece, il cliente urbano guarda con sempre maggiore interesse ai modelli a batteria, silenziosi, semplici da guidare e adatti agli spostamenti quotidiani.






