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Due donne che l’anno scorso avevano partecipato alla versione australiana del programma televisivo Matrimonio a prima vista hanno raccontato a BBC che Endemol, la società che lo produce, non le aveva informate dei precedenti penali dei rispettivi mariti prima dell’inizio delle riprese, esponendole così a potenziali rischi per la loro sicurezza. L’autorità australiana che controlla le comunicazioni e i media ha definito le accuse «inquietanti», invitando le due donne a rivolgersi alle autorità competenti.

Matrimonio a prima vista si basa su un fortunato format danese che negli anni è stato ripreso in diversi paesi, tra cui l’Italia. In sintesi funziona così: i concorrenti vengono abbinati a coppie e si conoscono per la prima volta il giorno del loro matrimonio, e vengono poi seguiti per vedere come si sviluppa la loro relazione. Non è la prima volta che il programma viene criticato per la mancanza di adeguati controlli sui concorrenti maschili.

A maggio due concorrenti dell’edizione inglese di Matrimonio a prima vista avevano detto a Panorama, una nota trasmissione che va in onda su BBC, di essere state stuprate dai rispettivi mariti durante le riprese, e una terza aveva raccontato aver subìto un atto per il quale non aveva dato il consenso durante un rapporto sessuale. Una delle donne aveva detto che il marito l’aveva minacciata di attaccarla con l’acido, qualora avesse raccontato a qualcuno dei suoi comportamenti violenti.