Secondo Stefano Mele, avvocato ed esperto di cybersecurity, sebbene l’accaduto possa essere ricondotto al più ampio ambito del controllo delle esportazioni in campo tecnologico, esso non riguarda soltanto la sospensione dell’accesso a due modelli avanzati di intelligenza artificiale, quanto piuttosto il modo in cui gli Stati Uniti iniziano a giudicare alcune capacità dell’AI quando vengono considerate rilevanti per la loro sicurezza nazionale
Il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale si è concentrato nelle ultime ore sulla vicenda Anthropic, legata alla decisione del Governo americano di sospendere l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 della società per questioni di sicurezza nazionale nei confronti di qualsiasi cittadino straniero, sia esso presente all’interno o al di fuori dei confini degli Stati Uniti. Tale divieto parrebbe essere stato imposto persino ai dipendenti stranieri della stessa Anthropic.
Sebbene l’accaduto possa essere ricondotto al più ampio ambito del controllo delle esportazioni in campo tecnologico, esso, in realtà, non riguarda soltanto la sospensione dell’accesso a due modelli avanzati di intelligenza artificiale, quanto piuttosto il modo in cui gli Stati Uniti iniziano a giudicare alcune capacità dell’AI quando vengono considerate rilevanti per la loro sicurezza nazionale.










