È sempre più una partita a due, tra Ivan Juric e Alberto Gilardino, per la panchina del Monza. Con il primo che appare favorito. E oggi potrebbe arrivare l’accelerata definitiva per il croato. Si tratta di tecnici assai diversi sotto l’aspetto caratteriale, simili in vari aspetti del pensiero calcistico e accomunati da un forte desiderio: riscattarsi dopo due anni di grosse difficoltà. Juric specialmente arriverebbe a Monza con l’obbligo di svoltare una carriera che appare finita in una spirale negativa da quando, nell’estate del 2024, era diventato allenatore della Roma. Un’esperienza durata appena pochi mesi, poi l’esonero. A cui sono seguite le altrettanto pessime esperienze tra Southampton e Atalanta. E allora, perché i brianzoli sembrano intenzionati a scegliere un profilo con un passato recente poco brillante? In realtà Juric a Monza tornerebbe alla guida di una squadra che ha l’obiettivo salvezza. Un po’ come accaduto quando ha guidato Verona e Torino tra il 2019 e il 2024, quando ha ottenuto sempre salvezze tranquille. E soprattutto con gli scaligeri, da degno allievo del suo maestro Gian Piero Gasperini, aveva proposto un gioco intenso con pressing aggressivo, fondato sul modulo base 3-4-2-1, schema che tra l’altro il Monza ha utilizzato con Paolo Bianco. Juric porterebbe anche un carattere deciso (spesso spigoloso) e uno stile comunicativo assai schietto. L’approccio di Gilardino, che arriva da un doppio esonero tra Genoa e Pisa, invece appare più simile a quello di Bianco. A partire dalla comunicazione, più sobria e mirata sul trasmettere lo spirito di gruppo. Pure lui poi punterebbe sulla difesa a tre, ma con un gioco più conservativo, unito però ad una licenza di fantasia per i trequartisti.
Il successore di Bianco. Monza, scatto Juric. Summit per chiudere
In ballottaggio con Gilardino il croato in cerca di riscatto è ormai vicinissimo ai brianzoli. Oggi la giornata decisiva.








