Il 21 giugno l’avvocato milionario di estrema destra Abelardo de la Espriella, grande ammiratore di Donald Trump, sfiderà il candidato di sinistra Iván Cepeda nel secondo turno delle presidenziali, in un contesto di aumento delle violenze legate alle attività dei gruppi armati. De la Espriella era arrivato in testa a sorpresa nel primo turno con quasi il 44 per cento dei voti, precedendo di tre punti Cepeda, sostenuto dall’attuale capo dello stato Gustavo Petro.
Soprannominato “El tigre”, De la Espriella ha ottenuto più di dieci milioni di voti grazie soprattutto all’impegno a portare avanti la linea dura sulla sicurezza e a mettere fine ai negoziati di pace con i gruppi armati e criminali attivi nel paese.
In campagna elettorale De la Espriella, paragonato spesso al presidente salvadoregno Nayib Bukele, ha promesso “morte o prigione” per gli affiliati ai gruppi armati, riproponendo la retorica del “pugno di ferro” che negli ultimi anni ha permesso alla destra latinoamericana di ottenere importanti successi elettorali. Il suo programma prevede la costruzione di dieci megaprigioni, raid aerei contro le basi dei trafficanti di droga e una riduzione del 40 per cento dell’apparato statale.






