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«L'anno scorso era una questione di sopravvivenza, quest'anno cerchiamo di creare un player italiano importante a fianco a chi già c'è: abbiamo una concorrenza molto forte, molto più forte di noi, ma lo sport ci insegna sempre che bisogna lottare fino all'ultimo. Resistere e combattere? Assolutamente, è nel nostro dna». Così Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm, ha parlato ieri con Italpress a margine della presentazione del progetto di sport e inclusione «Tutti in campo» svelato ieri a Napoli nella sede del Circolo Canottieri.In un momento delicato dal punto di vista finanziario Castagna ha fotografato il cammino che sta percorrendo Banco Bpm. «Dopo aver resistito a un attacco da parte di una grande banca italiana (Unicredit, ndr), che abbiamo vinto con molto orgoglio, adesso siamo impegnati in un'altra grande operazione (con Mps, ndr), nella quale dall'altra parte vediamo un colosso che è 7-8 volte più grande di noi (Intesa Sanpaolo, ndr). Questo è lo spirito dello sport, non arrendersi, continuare a dare il meglio, cercare di fare il possibile».«Se qualcuno poi è più bravo, più capace, più potente, sappiamo anche che non c'è solo il merito sportivo, ma contano anche i mezzi che si hanno a disposizione. In ogni caso», ha detto il ceo di Banco Bpm, «avrò dato a quelli che mi sono intorno la possibilità di credere in un sogno. Le banche,vivono di territorio, vivono di famiglie, vivono di imprese, vivono di risparmio e di finanziamenti: noi cercheremo di fare il nostro».












