Rivalità retaggio dell'epoca coloniale, ma anche amicizie trasversali e legami dovuti alla lingua comune. Francia-Senegal, domani sera al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey), é il non semplice esordio nel gruppo I - completato da Norvegia e Iraq - della squadra di Didier Deschamps, all'ultimo assalto al titolo Mondiale dopo 14 anni da ct.

Francia nel segno di Deschamps, le statistiche

'Le Blues' partono favoriti dal pronostico sulla strada verso quella che sarebbe la loro terza stella, ma l'incrocio con i Leoni della Teranga rievoca il doloroso, unico, precedente. Era il 31 maggio 2002 quando, a Seul, il Senagal batté i campioni del mondo in carica con una rete di Papa Bouba Diop, scomparso nel 2020.

"La Francia, come altre sei o sette nazioni, aspira naturalmente a vincere questo titolo", ma "la Spagna è la favorita". In conferenza stampa l'ex juventino ha cercato di allontanare dai suoi la luce dei riflettori. "La strada è lunga e difficile. Ovviamente, abbiamo un potenziale di alto livello, basato sui risultati ottenuti nelle recenti edizioni. Ho molti giocatori di alta qualità, ma per diversi - ha aggiunto - questo sarà il primo Mondiale. Non considererò la squadra francese più forte delle altre". Ai suoi ha chiesto di essere "concentrati e rilassati" in vista della prima partita, "molto importante, ma non decisiva, perché poi ce ne saranno altre. Iniziare con una vittoria in un girone a quattro è l'ideale. Ma è l'aspetto emotivo che non possiamo misurare o quantificare. I giocatori possono essere tesi a causa dell'atmosfera. Bisogna essere concentrati e rilassati". "Il Senegal è un avversario di altissimo livello. Conosco il loro potenziale - ha sottolineato Deschamps -. Sono tra le migliori squadre africane e mondiali".