Missione riscatto. Al suo quarto mondiale di fila, il quinto in assoluto, il Belgio allenato da una vecchia conoscenza della serie A, Rudi Garcia, si affida al suo talento più maturo, Kevin De Bruyne, per tornare ai suoi giorni migliori.
La missione di Garcia
Nei primi Mondiali a 48 squadre, i Diavoli rossi cercheranno di ripetere la gloriosa cavalcata di Russia 2018, quando terminarono terzi; e soprattutto di far dimenticare la delusione di Qatar 2022, dove non riuscirono a superare la fase a gironi.
L’edizione 2026 dirà se quel flop ha segnato la fine di un’epoca, o è solo stato un passaggio generazionale.
Giunto al timone della selezione belga a gennaio 2025, Rudi Garcia è subentrato all’italiano Domenico Tedesco con una missione chiara: trovare la stabilità necessaria al rilancio. Il primo passo è stato superare lo spareggio di Nations League, contro l’Ucraina e ottenere la conferma nella Lega A. Quel successo, non eclatante, ha comunque permesso a Garcia - alla sua prima esperienza da ct dopo aver guidato diversi club europei, tra cui Marsiglia, Lione, Roma e Napoli - di instillare una nuova dinamica nel gruppo e assicurare al Belgio una solida qualificazione alla Coppa del Mondo 2026, col primo posto del girone frutto di cinque vittorie e tre sconfitte.













