Il "salvataggio" dei giovani e il lieto fine Sono stati proprio i due giovani ad avvicinarsi per primi al bambino, tentando di instaurare un contatto poco prima della partenza. Come hanno raccontato ad Ansa, dopo aver compreso che il piccolo non capiva né parlava l'italiano, hanno iniziato a comunicare con lui tramite Google Traduttore. Nel frattempo, hanno allertato immediatamente il capotreno e il 112. I giovani hanno deciso di scendere alla fermata successiva, quella di Verona Porta Vescovo, per tenere compagnia al bimbo mentre attendeva la famiglia. Venti minuti più tardi, grazie all'intervento e al coordinamento della centrale operativa, la mamma e la sorella sono arrivate e si sono ricongiunte con il bambino. "Sono davvero felice che tutto sia finito bene", ha commentato Roberta. "Il bimbo era comprensibilmente spaventato e spaesato, anche perché non era in grado di leggere i cartelli delle stazioni in un Paese straniero". Dopo l'abbraccio con la madre e la sorella, la famiglia di turisti e i due giovani sono saliti insieme sul successivo treno. Sempre direzione Padova.
Verona, bimbo solo in treno: trova la mamma grazie a due studenti
Un bambino, salito per errore da solo su un treno a Verona, è stato accudito da due studenti universitari. Per parlare hanno usato un traduttore online








