Un evento immobiliare che mette in vendita terreni occupati in Cisgiordania. Il nome: “Great Israeli Real Estate Event”. E un’ondata di proteste da cittadinanza e Sadiq Khan, sindaco della metropoli. Si tratta dell’evento che si è tenuto in una sinagoga di Londra domenica 14 giugno. Come appena un mese fa si erano riempite le strade di New York in occasione dello stesso evento, così si sono riempite anche quelle di Londra. In centinaia si sono riuniti nella capitale britannica. Tra i manifesti: “Ferma la vendita illegale di terra palestinese rubata da parte di Israele” e “Tu non rubare”.“Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono ingiustificabili e illegali secondo il diritto internazionale”, ha dichiarato due giorni prima, venerdì 12, il sindaco di Londra rispondendo a una domanda posta dal leader del Partito Verde del Regno Unito Zack Polanski. “Condanno qualsiasi tentativo di vendere proprietà situate negli insediamenti della Cisgiordania, che avvenga a Londra o in qualsiasi altra parte del mondo; condivido inoltre le preoccupazioni riguardo al più ampio evento immobiliare israeliano che si svolge nella nostra città e al quale mi oppongo”. Tanto è valso, l’evento organizzato dall’agenzia immobiliare My Home in Israel si è tenuto ugualmente con tanto di proteste fuori dalla sinagoga Edgware United. Almeno 14 gli arresti. Davanti alla sinagoga si era anche radunato un folto gruppo di contro-manifestanti pro-Israele tra i quali alcuni avrebbero gridato: “La Palestina non esiste, l'abbiamo annientata”.Sull'accaduto si è espresso anche il gruppo di attivisti Jewish Anti-Sionist Action (JAZA), che ha definito l'evento "inconcepibile" anche per la scelta del luogo: "Che una sinagoga si impegni apertamente a consentire l'ulteriore colonizzazione della Palestina dando all'evento credito religioso e culturale è inconcepibile", hanno spiegato.