MercatiL’ultimo annuncio in ordine di tempo è quello di Flutter Entertainment, proprietaria di FanDuel, che lascerà il London Stock Exchange ad agosto.di Monica D'Ascenzo15 giugno 2026I punti chiaveL’addio di Flutter EntertainmentIl problema strutturale del mercato britannicoDa AstraZeneca a Wise: il 2025 segna una svoltaLe IPO che Londra non riesce più ad attrarreUn esodo iniziato anni faLa sfida per la CityFlutter Entertainment, proprietaria di FanDuel, lascerà il London Stock Exchange ad agosto. La scelta rappresenta l’ultimo capitolo di una tendenza che negli ultimi anni ha progressivamente indebolito l’appeal del mercato londinese. Tra delisting, trasferimenti di quotazione e IPO mancate, la Borsa britannica sta assistendo a un costante spostamento di società verso mercati considerati più attrattivi in termini di valutazioni, liquidità e accesso ai capitali.Domande di approfondimento generate da 24Ore AISecondo dati del London Stock Exchange elaborati da Statista, il numero di società quotate o negoziate sul listino britannico è sceso da circa 2.365 nel 2015 a poco più di 1.560 nel 2025, con una riduzione di oltre 800 società, pari a circa un terzo del totale. Nel solo 2024, secondo EY, ben 88 società hanno lasciato il mercato principale o trasferito la quotazione primaria all’estero, a fronte di appena 18 nuove quotazioni, il maggiore deflusso netto dalla crisi finanziaria globale.Numero di società quotate all’LseFonte: StatistaL’addio di Flutter EntertainmentFlutter Entertainment, leader globale delle scommesse online e proprietaria della piattaforma FanDuel, ha annunciato che ad agosto abbandonerà definitivamente il London Stock Exchange (LSE), mantenendo come unico mercato principale il New York Stock Exchange. Con una capitalizzazione di circa 14,3 miliardi di sterline, Flutter aveva già trasferito nel 2024 la propria quotazione primaria a New York. L’uscita definitiva dal listino londinese, secondo il management, risponde al migliore interesse degli azionisti, sempre più concentrati sul mercato statunitense, dove il gruppo genera una quota crescente dei propri ricavi grazie al boom delle scommesse sportive online.Il problema strutturale del mercato britannicoLa decisione di Flutter si inserisce in un fenomeno più ampio che investe il mercato azionario del Regno Unito. Negli ultimi anni numerosi investitori internazionali hanno ridotto l’esposizione alle azioni britanniche, contribuendo a mantenere le valutazioni del listino inferiori rispetto a quelle osservate negli Stati Uniti.A pesare sono diversi fattori: gli effetti di lungo periodo della Brexit, una minore presenza di investitori istituzionali domestici, la crescente attrattività di Wall Street per i gruppi tecnologici e ad alta crescita e una liquidità inferiore rispetto ai principali mercati americani. Il risultato è una progressiva migrazione delle società verso New York, percepita come il mercato in grado di riconoscere multipli più elevati e garantire una platea di investitori più ampia.