Busto Arsizio (Varese), 15 giugno 2026 – Dopo mesi di udienze, testimonianze e accuse incrociate, è stata Adilma Pereira Carneiro a prendere la parola in aula, durante un’udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio.

Lo ha fatto con dichiarazioni spontanee lunghe, a tratti confuse e segnate dall'emozione, cercando di respingere il ruolo di presunta regista dell'omicidio di Fabio Ravasio e puntando invece il dito contro Claudio Ferretti, indicato come l'unica persona che avrebbe avuto un reale interesse nella morte del compagno. La donna, apparsa provata e stanca dopo mesi di detenzione e dibattimento, ha ricostruito la propria versione dei fatti davanti alla Corte, contestando gran parte delle accuse mosse nei suoi confronti.

“Ferretti era uno stalker”

“Io e Fabio abbiamo avuto dei problemi intimi, c'è stato un periodo difficile”, ha esordito Adilma. “In quel momento sono caduta nei rapporti di corteggiamento con Ferretti. Ma quando ho capito che era uno stalker ho raccontato tutto a Fabio”.

Secondo la sua ricostruzione, il rapporto con Ferretti sarebbe nato in un contesto di frequentazioni familiari. “I suoi figli erano amici dei miei, dormivano insieme, frequentavano la nostra casa. Quando ho compreso chi fosse veramente, ho interrotto il rapporto”.