FELTRE (BELLUNO) - Equazioni e velocità. Ecco il suo pane quotidiano. Elena De Cia, feltrina, genio della matematica, è l'asso nella manica dell'Aprilia. «Sono responsabile del gruppo strategie elettroniche e dei metodi di analisi dati dell'Aprilia Racing Team». Nel 2014, già consulente Aprilia da due anni, partecipa alla conquista del titolo mondiale in Superbike di Sylvain Guintoli: disegna al pc gara per gara il "giro perfetto" analizzando i dati arrivati dalle telemetrie. Il suo è stato finora un percorso in crescita dalla partecipazione a un bando redatto dalla casa di Noale (Venezia) per nuovi collaboratori, passando per la Sbk, fino alla MotoGp in Suzuki e ancora in Aprilia. Una strada bella e in salita che la porta, assieme a tutto il team e ai piloti, a essere in vetta della classifica piloti e di quella costruttori nell'attuale motomondiale. «Posso solo ringraziare - spiega Elena - del percorso fatto fino a questo punto perché mi permette di evolvermi come persona. Mi relaziono sempre con persone nuove e tutto è uno stimolo professionale e personale. Sono occasioni che ti obbligano a uscire dalla tua comfort zone e ogni riadattamento ti rende più forte».
«Si può fare» Cittadina del mondo con base a Noale, Elena non dimentica la sua Feltre: «Quando posso ci torno, le radici influenzano il modo di essere, la resilienza di una persona. Spero che i giovani che vivono nella mia vallata capiscano che ci sono possibilità da cogliere che è possibile vivere le proprie passioni e trasformarle in qualcosa di concreto. È importante non dirsi "no", ci sono le possibilità concrete di ambire a posizioni sparse nel mondo, bisogna però metterci impegno. Nulla viene regalato e non ci si ferma al primo no. Ho vissuto anch'io dei preconcetti, in ogni caso ce la si può fare».In vetta Nella classifica di MotoGp al comando ci sono Marco Bezzecchi e Jorge Martin, i due portacolori Aprilia, capoclasse fra i costruttori. In cima tira sempre un'aria particolare: «C'è una bella brezza - commenta sorridendo Elena - anche se lassù si sta bene ma mai comodi. Sentiamo il fiato degli avversari sul collo. È una bella sensazione per il team e per i piloti, il risultato di tanto lavoro fatto a casa, siamo partiti col piede giusto». Il round di Balaton in Ungheria però non è stato dei più fortunati: «Già in Catalogna avevamo avuto un fine settimana intenso. Il primo pensiero va ovviamente a chi si è infortunato, si vuole sempre competere con tutti i piloti in griglia. Quello che succede spesso in pista fa comprendere quanto siamo vicini al limite».Famiglia tecnica Aprilia è un marchio a livello mondiale, tecnica e precisione sono alla base dei risultati. A guardare i sorrisi dopo una vittoria sembra però una festa di famiglia. De Cia conferma: «Sono entrambe le cose. Questi ultimi anni li abbiamo passati a rendere sempre più strutturati i flussi di lavoro, siamo alla ricerca del dettaglio, dell'ultima innovazione, della sperimentazione senza mai dimenticare l'importanza delle relazioni interpersonali. Quando hai un dubbio è impagabile la possibilità di andare direttamente dalla persona che sta seguendo il progetto e chiedere delucidazioni, lo scambio diretto offre spunti importanti. La persona rimane sempre al centro, allo stesso livello di idee e innovazione. Un mix che sta funzionando molto bene».In tempo reale La moto non può correre con il solo pilota, la moto corre con il team e i settaggi fatti anche in tempo reale. Questo è il lavoro di Elena: «Vengono analizzate tutte le informazioni che arrivano dai vari reparti e viene programmata la centralina, quindi assetto, motore, configurazione elettrica. Così anche per la pista di gara in gara, la parte legata più al pilota: traction (scaricare a terra la potenza motore), freno motore, l'uscita di curva». Un'evoluzione dell'impegno svolto in Sbk: «Con l'asticella un po' più alta e un livello tecnico altissimo. Lavoriamo su decimi e centesimi e i tempi di risposta che dobbiamo avere sono brevissimi, dobbiamo dare supporto in maniera veloce, sintetica ma esaustiva. Ci vuole fantasia perché quando capisci come fare una cosa la vuoi fare ancora più veloce, robusta, diretta».In sella sui passi Elena De Cia ha trasformato una passione in lavoro, ma quando può, torna in sella fra le sue montagne: «Le adoro. Se dovessi scegliere il mio passo preferito da fare in moto direi Mauria, è ricco di bei ricordi. Lo consiglio sempre ai miei colleghi non bellunesi. Giro il mondo, ma quando torno le mie montagne sono un angolo di Paradiso. Quando non le vedi per un po' ti mancano».






