La pubblicazione di Linux 7.1 segna un passaggio interessante nell’evoluzione del kernel: non tanto per una singola funzionalità rivoluzionaria, quanto per l’insieme di interventi che migliorano prestazioni, compatibilità hardware e gestione dei file system. Linus Torvalds ha annunciato il rilascio stabile con alcune ore di anticipo rispetto al consueto calendario, complice una serie di spostamenti internazionali che avrebbero reso più complicata la gestione della successiva merge window.
Supercomputer, server cloud, dispositivi embedded, sistemi industriali e milioni di workstation dipendono dal kernel sviluppato dalla comunità open source. Ogni nuova release del kernel Linux introduce miglioramenti che possono produrre effetti significativi in termini di prestazioni, efficienza energetica e supporto hardware. Linux 7.1 segue esattamente questa filosofia: numerose ottimizzazioni distribuite in aree diverse del sistema.
Un nuovo driver NTFS punta a migliorare l’interoperabilità con Windows
Tra le novità più rilevanti emerge l’arrivo di un nuovo driver NTFS integrato direttamente nel kernel.
Le soluzioni storicamente disponibili presentavano limiti differenti. NTFS-3G, basato su FUSE, garantiva una buona compatibilità ma introduceva un overhead non trascurabile poiché operava in user space. Il più recente NTFS3 aveva migliorato le prestazioni ma non ha mai raggiunto il livello di integrazione che molti sviluppatori auspicavano.












